11: Giove, Semele e la nascita di Bacco

Titolo dell’opera:

Autore:

Datazione: ultimo quarto V secolo a.C.

Collocazione: Berlino, Staatliche Museum

Committenza:

Tipologia: hydria a figure rosse

Tecnica:

Soggetto principale: Dioniso aspetta Semele che ritorna dall’Ade

Soggetto secondario:

Personaggi: Semele, Dioniso, Pan, Sileno

Attributi: tirso, corona d’edera (Dioniso); ali (erote); pelle di Leone; Sileno

Contesto: monte di terra

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Boyancé, P., L' antre dans les mysteres de Dionysos, in "Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia", 33, 1961, pp. 107-127; Berard C., Anodoi: essai sur l'imagerie des passages chthoniens, Institut suisse de Rome, Rome 1974; Casadio G., “Morte di un dio e resurrezione di una donna. Dioniso e Semele”, in Dioniso mito e mistero. Atti del convegno internazionale di Comacchio, 3-5 novembre 1989, Comacchio 1991, p. 367; Beazley J. D., Attic black-figure vase painters Clarendon press, Oxford 1956, p. 364 n. 54; Festugiere A. M. J., Ce que Tite Live nous apprend sur les mystere de Dyionisos,in “Melanges d’archeologie et d’histoire” 1954, LXVI pp. 79-99.

Annotazioni redazionali: assieme all’hydria conservata a Berlino (Cfr. scheda opera 02), questa sarebbe un’ altra raffigurazione dell’anagogé di Semele dopo la discesa di Dioniso agli inferi, discesa situata da Pausania o a Trezene o a Lerna (Semfc16). Attraverso il disegno ricostruttivo pubblicato da Bernard si vede che nell’immagine sono raffigurati Dioniso, Semele emergente dalla terra, due satiri e un erote che suona. Il dio è ripreso nell’iconografia con cui di solito compare quando è con la madre: efebico, con i capelli lunghi, il tirso in mano e siede in attesa che la donna lo raggiunga (Cfr. scheda opera 16 e 21). Semele, in chitone e senza maniche sta per sbucare in posizione eretta da un monte di terra che presenta internamente i caratteri dell’antro dionisiaco addobbato con dei ramoscelli, ma esternamente ha l’aspetto del tumulo funerario (Casadio, 1991). A parte la presenza degli immancabili satiri e di un erote che col suono del suo aulos doppio scandisce la marcia ascensionale della dea, il ruolo più attivo sembra assunto da Pan, chino sul tumulo, pronto ad aiutare la donna. Tutto farebbe pensare a un dramma satiresco e in effetti Festugiere (Festugiere, 1954) riporta la testimonianza di Tito Livio per la ricostruzione di una pantomima che avrebbe rappresentato l’elevazione di Semele da parte di Dioniso dall’Ade e che sarebbe stata eseguita al bordo di una caverna rustica e selvaggia come quella illustrata dal vaso. Ecco come si spiegherebbe il ruolo di Pan. Sappiamo inoltre che esisteva una tradizione tragica sulla vita di Dioniso, purtroppo sopravvissuta solo per frammenti e che Aristofane, con la Rane, costituisce un prestigioso antecedente per comiche rappresentazioni di Dioniso che scende nell’Ade. Secondo Casadio (Casadio,  1999), invece, Pan rappresenterebbe la forma evoluta della capra dionisiaca che apre la marcia sull’hydria di Berlino con Semele e Dioniso sul carro; inoltre, Dioniso aspetterebbe da solo perché, come testimonierà Plutarco, salì per primo in cielo e solo in seguito ne trasse fuori Semele (Semfc28). Come già spiegato per l’hydria di Berlino, il valore che la resurrezione e la risalita dagli inferi hanno dal punto di vista orfico/platonico rendono Semele strumento e simbolo del potere rigenerativo di Dioniso. È la prima a risorgere per mano del dio, poi succederà agli iniziati. In ogni caso questo è il mondo di Semele a Delfi e a Trezene, quello dell’eroina sprofondata nella terra e poi riemersa come dea ctonia. Segna l’unione tra sfera ipogea e apogea e fornisce al mito un valore soteriologico (Cfr. scheda opera 01) . Dioniso è legato alla rigenerazione stagionale per il suo rapporto con la vite e con il vino ma soprattutto per le sue due nascite (includendo quella orfica, tre). Dunque il dio in prima persona ritorna indietro dalla morte e ha il potere di far ritornare. Anche qualora non compia il viaggio per salvare qualcuno, come nel caso di Prosymnos, erige un fallo per commemorarlo, simbolo anch’esso di rigenerazione e fecondità (Cfr. scheda opera 21). Semele viene in questo modo collegata alle divinità che ritornano dagli Inferi o stagionalmente come Kore/Proserpina o in via definitiva come Adone. Ma non è legata ad Euridice, che fallirà la riuscita dall’Ade. Esistevano delle feste biennali ricordate nell’Inno Orfico a Semele (ottenendo onori presso la splendida Persefone / fra gli uomini mortali ogni due anni / quando celebrano la doglia feconda del tuo Bacco) (Semfc05)in cui si fa allusione al culto tributato alla principessa tebana in occasione della sua emersione dall’Ade, dove aveva ottenuto onori presso la “splendida Persefone”. Riemergendo, il suo nome sarebbe cambiato in Thyone (Cfr. schede opera 01, 03 e 11). L’ultimo momento della storia per confermare la visione salvica sarebbe rappresentato dell’ascensione raffigurata nel disco di Brindisi (Cfr. scheda opera 20).

Francesca Pagliaro