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Scolio al verso 330 delle Rane di Aristofane

Testo tratto da: Casadio, Storia del culto di Dioniso in Argolide 1994, p. 290

“Gli iniziati infatti non erano coronati, come taluni credono, con ghirlande d’edera, ma con corone di mirto. Come dice Apollodoro, la dea (Demetra) è in familiarità con questa pianta che è consacrata agli dei chtonioi. Il mirto compete gli dei ctonii avendolo loro conferito a Dioniso, quando portò su Semele (…)Infatti, secondo la tradizione, quando Dioniso domandò l’anima di Semele agli dei inferi, costoro proclamarono che l’Ade avrebbe restituito la preda se Dioniso avesse mandato come riscatto la vita (antipsicon) di lei la cosa che gli era più cara. E Dioniso, conosciuto quanto era stato decretato dalle potenze infere, ci riflettè un po’ sopra e poi delle tre cose che soprattutto amava, l’edera, la vite e il mirto, scelse quest’ultimo per inviarlo agli dei inferi. Anche il tragico Iofonte attesta ciò”