23: Diana e Atteone

Titolo dell'opera: Storia di Diana e Atteone

Autore: Francesco Mazzola, detto il Parmigianino

Datazione: 1522-24

Collocazione: Fontanellato, Rocca Sanvitale, saletta di Diana e Atteone, parete Ovest

Committenza: Gian Galeazzo Sanvitale (?) ePaola Gonzaga

Tipologia: dipinto

Tecnica: affresco

Soggetto principale: Paola Gonzaga come Cerere (Cieri Via)

Soggetto secondario:

Personaggi: ritratto di Paola Gonzaga come Cerere, cani

Attributi: spighe di grano (Paola Gonzaga come Cerere)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://www.comune.fontanellato.pr.it/turismo/parmigianino/lato_ovest.htm

Bibliografia: Ghidiglia-Quintavalle A., Il “Boudoir” di Paola Gonzaga, signora di Fontanellato, in “Paragone”, 18, 1967, 209, pp. 3-17; Klossoski P., Il bagno di Diana, Ed. Franco Maria Ricci, Milano 1983; Fagiolo Dell’Arco M., Il Parmigianino. Un saggio sull’ermetismo del Cinquecento, Bulzoni, Roma 1970, pp. 35-41 e 253-256; Davitt Asmus U., Fontanellato II. La trasformazione dell’amante nell’amato. Parmigianino Fresken in der Rocca Sanvitale, in “Mitteilungen der kunsthistorisches Institut in Florenz”, 31, 1987, pp. 3-57; Cieri Via C., Vita e morte negli affreschi di Parmigianino a Fontanellato, in Problemi teorici e Proposte iconologiche. Il mito di Diana nella cultura umanistica, Il Bagatto, Roma 1991, pp. 77-80; Arasse D., Parmigianino au miroir d’Acteone, in Andromède ou le hèros à l’èpeuve de la beauté, Acte du colloque international, Musée du Louvre, Paris 1996, pp. 257-279; Cieri Via C., L’arte delle metamorfosi, decorazioni mitologiche nel Cinquecento, Lithos, Roma 2003, pp. 200-201

Annotazioni redazionali: Al centro della parete Ovest, su uno sfondo dorato, spicca una figura femminile con un elegante abito cinquecentesco che tiene in mano due spighe di grano, attributo riferibile a Cerere: questa divinità presiede alla fecondità, ma in quanto madre di Proserpina si lega anche al tema della morte e della rigenerazione (Cieri Via, 1991). La critica da tempo la identifica con Paola Gonzaga; è girata verso l’inizio della narrazione, come ad invitare alla lettura/visione della favola. La funzione introduttiva di questa parete viene confermata dall’iscrizione che parte con l'invocazione alla dea proprio subito dopo la lunetta in questione. La sua figura, quindi, risulta insieme un incipit e una simbolica conclusione dell'intero ciclo.  Le più accreditate letture iconologiche della sala sono debitrici di questa identificazione. Per una trattazione generale della Rocca di Fontanellato e delle sue decorazioni si veda la scheda opera 20.

                                                    Chiara Mataloni