14: Diana e Atteone

Titolo dell'opera: il bagno di Diana

Autore: anonimo del XV sec.

Datazione: 1460 ca.

Collocazione: Bruxelles, Bibliothèque Royale, manoscritto dell'Epitre d'Othéa di Christine de Pisan, Ms. 9392, f. 26

Committenza:

Tipologia: illustrazione

Tecnica: miniatura

Soggetto principale: Atteone scopre Diana e le sue ninfe al bagno

Soggetto secondario:

Personaggi: Diana, Atteone, ninfe

Attributi: cani, corni da caccia, cervo (Atteone); fontana, cervo (Diana)

Contesto: scena all’aperto con fontana

Precedenti:

Derivazioni

Immagini: http://www.italica.rai.it/rinascimento/iconografia/prot_995.htm

Bibliografia: Cieri Via C., Diana e Atteone. Continuità e variazione di un mito nell’interpretazione di Tiziano, in Problemi teorici e proposte iconologiche. Il mito di Diana nella cultura umanistica, Il Bagatto, Roma 1991, pp. 150-159; Carrara E., Mitologia antica in un trattato didattico-allegorico della fine del Medioevo: l’ "Epistre d’Othèa"di Christine de Pizan, in “Prospettiva”, 66, Aprile 1992, pp. 67-86

Annotazioni redazionali: tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento si afferma una nuova iconografia del mito di Diana e Atteone, in cui la scena è ambientata non in prossimità di una fonte naturale, come narrato nel testo ovidiano, ma vicino a una fontana. In questa miniatura, contenuta in un manoscritto dell’Epistre d’Othea di Christine de Pizan, vediamo al centro Diana e due ninfe che fanno il bagno in una fontana esagonale; indossano dei copricapi tipici della moda del periodo. Da destra sopraggiunge Atteone vestito da cavaliere su un cavallo nero, accompagnato da tre cani. Il suo arrivo crea scompiglio tra le “dame”: quella al centro si volta verso Diana, sulla sinistra, come per avvertirla dell’arrivo inaspettato; la dèa si limita ad alzare una mano. Alle sue spalle è già visibile il cervo, prefigurazione del destino di Atteone e della sua tragica fine. Nel capitolo dedicato al mito di Diana e Atteone nell’Epistre d’Othea Christine de Pizan parla esplicitamente della fontana: “elle baigner en une fontaine clere et belle” (Attfm08). Claudia Cieri Via interpreta questo elemento come un hortus conclusus e sostiene che l’origine di questa iconografia sia legata a “un’interpretazione cortese del tema, secondo cui lo spazio riservato al bagno di Diana viene assimilato al giardino d’amore”.

                                                 Chiara Mataloni