75: Giove e Europa

Titolo: Il ratto di Europa

Autore: Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino (1568-1640)

Datazione: 1603-1606  (Röttgen)

Collocazione: Roma, Galleria Borghese

Committente:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tavola (58 x 45cm)

Soggetto Principale: Giove, trasformatosi in toro, rapisce Europa

Soggetto Secondario: sulla riva sei ancelle si disperano; in cielo Cupido in volo su un aquila ha appena scoccato la freccia d’amore; sullo sfondo a destra Mercurio allontana gli armenti

Personaggi: Europa, Giove (sotto forma di toro), sei figure femminili, Cupido, Mercurio (?)

Attributi: toro, aquila, saetta (Giove); toro (Europa); ali, arco, frecce (Cupido)

Contesto: paesaggio costiero

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Il Cavalier D’Arpino, Catalogo della mostra tenutasi a Roma, (Palazzo Venezia, giugno-luglio 1973), De Luca, Roma 1973, p. 112, scheda 34; Cieri Via C. (a cura di), Immagine degli dei: Mitologia e collezionismo tra '500 e '600, Catalogo della mostra tenutasi a Lecce, (Fondazione Memmo, dal dicembre 1996 all'aprile 1997), Leonardo Arte, Milano 1997, pp. 212-213; Röttgen H., Il cavalier Giuseppe Cesari D’Arpino: un grande pittore nello splendore della fama e nell’incostanza della fortuna, Ugo Bozzi, Roma 2002, pp. 113-114, 365, cat.117; Il mito di Europa: da fanciulla rapita a continente, Catalogo della mostre tenutasi a Firenze, (Galleria degli Uffizi 11 giugno 2002 – 6 gennaio 2003), Giunti, Firenze 2002, p. 263; Mythologica et erotica: arte e cultura dall'antichità al XVIII secolo, a cura di Casazza O., Pennaioli R., Sillabe, Livorno 2005, pp. 148-149

Annotazioni Redazionali: sebbene datato dalla Tosini (in Cieri Via, 1996) agli anni novanta del 1500, secondo quanto afferma Röttgen (2002) per affinità stilistiche con altre opere coeve la tela fu quasi certamente realizzata tra il 1603 e il 1606. Probabilmente acquistato (se non addirittura commissionato, v. Mythologica…, 2005) da Scipione Borghese direttamente dal pittore, attraverso il testo di Manilli del 1650 abbiamo la prima notizia certa circa la sua presenza all’interno della collezione di famiglia. L’opera descrive il momento del ratto secondo quanto viene narrato da Angelo Poliziano (Eurfr01): Europa, seduta di lato sul dorso del toro e rivolta con lo sguardo verso le sue compagne impaurite, è infatti rappresentata con il mantello e la veste gonfie dal vento mentre si tiene con la mano destra ad un corno del toro; la sinistra, invece di essere appoggiata sul dorso, abbraccia il collo dell’animale come è ricordato da Ovidio nei Fasti (Eurfc08). Il colore grigio scuro del toro si discosta dalla descrizione ovidiana e non trova riscontro in altre fonti, anche se, la macchia bianca sul muso è citata esplicitamente negli Idilli del Mosco (Eurfc04). Non giustificabile attraverso le fonti la presenza in alto a sinistra di Cupido, rappresentato mentre cavalca un’aquila e scoccando una freccia verso i due protagonisti del mito: posto che la sua presenza può essere giustificata come allusione simbolica dell’amore di Giove nei confronti di Europa, Kristina Herrman Fiore (in Mythologica…, 2005) sottolinea come l’aquila fosse uno dei simboli araldici della famiglia Borghese, motivo in più per ipotizzare una committenza diretta da parte di Scipione. Sullo sfondo a destra, dietro il gruppo di compagne di Europa disperate per l’accaduto, si vede un pastore, probabilmente Mercurio, che allontana la mandria. Patrizia Tosini (in Cieri Via, 1996) propone come modello compositivo l’incisione di Goltzius del 1590 (Cfr. scheda opera 73), in cui però, sebbene compaiano gli stessi gruppi di personaggi (salvo Cupido, che nell’incisione è Giove) e la stessa ambientazione, prevale un andamento diagonale e una maggiore ariosità della composizione; di contro la Herrman Fiore (in Mythologica…, 2005), nonostante alcune discrepanze cronologiche, sottolinea l’analogia tra il dipinto seicentesco e un rilievo antico raffigurante il Ratto di Europa un tempo inserito nella decorazione della facciata della Villa Borghese.

Angela Pilè