50: Giove e Europa

Titolo dell'opera: Ratto di Europa

Autore: René Boyvin (1525-1580)

Datazione: post1540

Collocazione: Vienna, Albertina

Committenza:

Tipologia: incisione

Tecnica: bulino

Soggetto principale: Europa è rapita da Giove trasformato in toro

Soggetto secondario:

Personaggi: Europa, Giove (sotto forma di toro)

Attributi: toro (Europa); toro (Giove)

Contesto: paesaggio marino

Precedenti: Rosso Fiorentino, Ratto di Europa, affresco della Galleria di Francesco I, Fontainebleau

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Capretti E. (a cura di), Il mito di Europa: da fanciulla rapita a continente, Catalogo della Mostra (Firenze 2002-2003), Giunti, Firenze 2002, pp. 81-82; Natoli A., Rosso Fiorentino, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2006, pp. 225-252

Annotazioni redazionali: Si tratta di un'incisione a bulino che riproduce un originale di Rosso Fiorentino nella galleria di Francesco I a Fontainebleau. L'affresco raffigurante il ratto di Europa da cui è tratta l'incisione è il pendant di Saturno e Filira; i due riquadri, posti ai lati de L'Elefante Reale, allegoria della forza e della prudenza di Francesco I, hanno un significato da una parte negativo e dall'altra positivo: rappresentano infatti passioni negative, ma anche amori di personaggi che, trasformati in animali, generano animali saggi: Europa e Giove sotto forma di toro generano Minosse, il saggio re di Creta, di cui le fonti parlano a partire da Esiodo (Eurfc01), mentre Filira insieme a Saturno sotto forma di cavallo generano il centauro Chirone, il pedagogo di Achille. Le scene si ricollegano all'elefante dell'affresco centrale per l'unificazione tra animale e virtù. Su Rosso Fiorentino ed il suo contributo alla Scuola di Fontainebleau, è interessante quanto ha scritto a riguardo Antonio Natoli (2006): “[...] Aveva già delineato un po' tutti i contorni entro i quali si muoverà l'espressione formale di quella “scuola”; il primato della decorazione, l'ispirazione mitologica, la preziosità dello stile, la sofisticata iconografia, l'erotismo appunto”. Di queste caratteristiche si adattano particolarmente a questa rappresentazione la “sofisticata iconografia” e l'“erotismo”: sicuramente si tratta di un'iconografia particolare del mito, dotata di un'intensa carica di erotismo, ravvisabile nel corpo di Europa nudo, con la schiena in primo piano ed il profilo ombreggiato. La particolarità della scena mitologica è merito in gran parte della scelta di una visuale bassa e di tergo sui due protagonisti, ripresi nel momento in cui il rapimento è appena avvenuto, poiché difatti l'acqua è ancora bassa. La rappresentazione di Europa nuda ha il suo precedente più antico nel mosaico di Aquileia (Cfr. scheda opera 14); in questo caso tuttavia un drappo si scorge sul fianco destro del toro, retto dalla mano sinistra della giovane; nella sua nudità l'unico attributo principesco è il bracciale portato in alto sul braccio, poco sotto la spalla. Si volge verso la riva a cercare le sue compagne, le mani seguono la descrizione fatta da Ovidio (Eurfc07), sono una su di un corno e l'altra sulla groppa del toro, in un equilibrio che sembra precario, dato anche dall'inclinazione del toro verso sinistra. Le gambe di Europa hanno una postura scomposta, la destra piegata sul dorso, l'altra stesa lungo il fianco, trovano il loro precedente nel disegno di Durer (Cfr. scheda opera 29).

   Andrea Rossetti