32: Giove e Europa

Titolo dell‘opera: Ratto di Europa

Autore: maestro “ia”

Datazione: 1497

Collocazione: Ovidio Methamorphoseos vulgare, Stampato in Venetia per Zoane Rosso vercellese a instantia del nobile homo miser Lucantonio Zonta fiorentino del MCCCCLXXXXVII a dì X del mese de aprile, Venezia 1497, f. 19v

Committenza: Lucantonio Giunta

Tipologia: incisione

Tecnica: xilografia (29,7 x 20,3 cm)

Soggetto principale: Giove, sotto forma di toro, rapisce Europa

Soggetto secondario: Giove ordina a Mercurio di spingere la mandria di Agenore verso la spiaggia; Mercurio spinge le mandrie sulla riva; Europa, in groppa al toro, viene condotta per mare a Creta

Personaggi: Europa, Giove sotto forma di toro, Mercurio, fanciulle di Tiro

Attributi: toro (Europa); trono, scettro, toro (Giove); caduceo, calzari, petaso (Mercurio)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://www.musagora.education.fr/europe/europefr/bonsignori.htm

Bibliografia: Guthmuller B., Mito, poesia, arte. Saggi sulla tradizione ovidiana nel Rinascimento, Bulzoni, Roma 1997, pp. 58-59, 65-83, 240-241, 274, 297, 309-311; Acidini Luchinat C. (a cura di), Il mito di Europa. Da fanciulla a continente. Catalogo della Mostra (Firenze 2002), Giunti, Firenze 2002, pag. 215, scheda n. 14

Annotazioni redazionali: L’opera di Giovanni de Bonsignori fu la prima volgarizzazione delle Metamorfosi di Ovidio, e da subito conobbe una grande fortuna, evidente dalle numerose ristampe eseguite. Il testo, scritto nel 1377, venne stampato a Venezia nel 1497 e illustrato da un corredo iconografico di 52 incisioni anonime. Bonsignori, più che tradurre il testo ovidiano, tradusse la parafrasi esegetica delle Metamorfosi ovidiane, opera di Giovanni del Virgilio, ispirandosi proprio alla “Expositio”, una lezione universitaria, tenuta da quest’ultimo nel 1322-1323 a Bologna. Il corredo illustrativo dell’Ovidio Metamorphoseos vulgare giocò “un ruolo determinante nell’iconografia dei miti ovidiani” (Guthmuller, 1997). Le incisioni, in cui per la prima volta dopo il Medioevo veniva riproposto il contenuto del mito unito alla sua forma classica, furono una fonte iconografica fondamentale per la successiva rappresentazione dei miti ovidiani. La xilografia illustra l’episodio del rapimento di Europa, narrato da Bonsignori (Eurfm13), attraverso l’uso di una rappresentazione sincronica; i diversi momenti della storia sono illustrati, dallo sfondo a sinistra in senso antiorario, contemporaneamente nella stessa scena. In alto a sinistra Giove, seduto sul trono, affida a Mercurio il compito di spingere verso la spiaggia la mandria del re fenicio Agenore; in primo piano a sinistra Mercurio svolge il suo compito vestendo i panni di un pastore. Nel mezzo della composizione, Europa, sostenuta dalle sue compagne, monta in groppa al toro in cui Giove si è trasformato. In primo piano a destra il toro trasporta Europa a cavalcioni verso il mare; sullo sfondo Europa, con la mano destra sul corno e la sinistra sulla groppa del toro, si volge impaurita verso la riva, invocando invano l‘aiuto delle sue compagne. La narrazione si conclude con la veduta di una città sullo sfondo, Creta, meta della fuga di Giove. La posizione di Europa, rappresentata a cavalcioni, e non più tradizionalmente di fianco, è rara nell’iconografia antica, ma diventa frequente dopo la pubblicazione dell’Ovidio Metamorphoseos vulgare, preso a modello successivamente per la rappresentazione dei miti ovidiani nelle opere di Niccolò degli Agostini e di Lodovico Dolce.

Susanna Sablone