20: Giove e Europa

Titolo dell‘opera: Cofanetto di Veroli

Autore: anonimo

Datazione: 980-1000 d.C.

Collocazione: Londra, Victoria and Albert Museum

Committenza:

Tipologia: scultura

Tecnica: avorio scolpito a bassorilievo (42 x 16 x 12 cm)

Soggetto principale: Giove sotto forma di toro rapisce Europa

Soggetto secondario:

Personaggi: Giove (sotto forma di toro), Europa, Marte, Venere, eroti

Attributi: toro (Europa); toro (Giove)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Beckwith J., The Veroli Casket, Victoria and Albert Museum, Londra 1962, monografia n. 18, pp. 1-8; Connor C.L., The color of ivory. Polychromy on Byzantine ivories, Princeton 1998, Princeton University Press, pp. 18-19

Annotazioni redazionali: Il cofanetto è un avorio bizantino, usato probabilmente per contenere boccette di oli aromatici o gioielli, risalente all’ultimo ventennio del X secolo d.C.. Quasi certamente fu realizzato da un artista vicino all’ambiente del Gran Palazzo di Costantinopoli, su committenza di un membro della corte imperiale; in base alla finezza dell’esecuzione, è stato ipotizzato che fosse destinato come dono nuziale ad una delle figlie dell’imperatore Costantino VIII (969-1028) o alla principessa Zoe, moglie dell’imperatore Costantino IX Monomaco. Il cofanetto originariamente custodito nel Tesoro del Duomo di Veroli, vicino Roma, fu venduto agli inglesi nel 1863. Internamente realizzato in legno e metallo, è ricoperto da pannelli eburnei scolpiti che conservano tracce di policromia e doratura. Le scene scolpite rappresentano motivi pagani (centauri, menadi, Ercole, Bellerofonte, Ifigenia) che testimoniano il gusto rinato per l’immaginario classico nel periodo della rinascenza macedone. L’immagine in questione è un dettaglio di un pannello laterale che rappresenta il rapimento di Europa ad opera di Giove in sembianze di toro. Europa è rappresentata di spalle, nuda, seduta su un fianco sul dorso del toro, che sta solcando le onde del mare. Sulla destra probabilmente un suo compagno che tocca il toro, nel vano tentativo di fermarlo. A sinistra sono rappresentati Marte e Venere, mentre sulla destra tre Eroti che giocano con un cavallo. I personaggi secondari raffigurati non sono figure-chiave del mito: Marte non è presente in nessuna fonte, Venere e gli Eroti sono citati soltanto nei Dialoghi marini di Luciano (Eurfc13). Queste figure sono giustificate come i partecipanti di un imeneo, un corteo matrimoniale, che prefigura la relazione amorosa tra Giove ed Europa. Il mito di Europa, legato ai temi dell’amore e della fertilità, fu spesso usato nella decorazione di doni nuziali come forma di buon auspicio. Nel cofanetto di Veroli il rapimento di Europa è raffigurato per due volte: nel pannello laterale è rappresentato il momento in cui Giove ed Europa sono in mare aperto, nel coperchio invece è colto l’attimo in cui Giove trasformato in toro fugge improvvisamente verso il mare, portando Europa in groppa (Cfr. scheda opera 21). La figura di Europa, qui rappresentata nuda di spalle sul dorso del toro, è stata assimilata da Beckwith (1962) a quella presente nel mosaico proveniente dal tempio della Fortuna a Palestrina (Cfr. scheda opera 18).

Susanna Sablone