04: Giove e Europa

Titolo: Ratto di Europa

Autore: Pittore dell’aquila

Datazione: 530-520 a.C. 

Collocazione: Roma, Museo Etrusco di Villa Giulia (proveniente da Cerveteri)

Committenza:

Tipologia: vaso (hydria)

Tecnica: pittura a figure nere con particolari a vernice rossa e bianca (h. 44,8 cm)

Soggetto principale: Europa sul dorso del toro in corsa

Soggetto secondario: Nike porge delle corone

Personaggi: Giove (sotto forma di toro); Europa; Nike

Attributi: toro (Giove); toro (Europa)

Contesto: paesaggio marino

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: www.canino.info/inserti/monografie/etruschi/miti/

Bibliografia: Pincelli R., ad vocem “Europa” in Enciclopedia dell’arte antica, Istituto enciclopedia italiana, Roma 1960, vol. III, pp.5 42-545;Robertson M., ad vocem “Europe” in Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae (Limc), vol. IV, tomo I, Artemis Verlag, Zurigo-Monaco 1981, p. 78; Caruso I. (a cura di), Collezione Castellani: le ceramiche, Quasar, Roma 1985, pp. 19-20; Moretti Sgubini A. M. (a cura di), La collezione Augusto Castellani, L’erma di Bretschneider, Roma 2000, p. 80; Acidini Luchinat C. (a cura di), Il mito di Europa da fanciulla rapita a continente, catalogo della mostra (Firenze 2002), Giunti, Firenze 2002, p. 204; Passerini L. Il mito d’Europa radici antiche per nuovi simboli, Giunti, Firenze 2002

Annotazioni redazionali: L’opera fa parte di un vasto gruppo di vasi prodotti da officine greche impiantatesi in varie città etrusche a partire dalla metà del VI sec. a.C.; tale fenomeno favorì l’ingresso di tematiche tratte dalla mitologia greca, nell’ambito della pittura vascolare etrusca, come è dimostrato anche in questo caso dalla scelta del mito di Europa, raffigurato nella scena centrale. La vivace e ricca decorazione che ricopre l’intera superficie dell’hydria presenta stretti legami con lo stile dei ceramografi della Ionia settentrionale. In particolare il vaso è stato attribuito (Robertson, 1981) al Pittore dell’Aquila, noto per aver realizzato un’altra hydria, conservata al Louvre, rappresentante lo stesso soggetto con l’aggiunta di alcuni elementi paesistici. La scena che si svolge da destra verso sinistra è dominata dalla poderosa figura del toro, allungata nel suo incedere attraverso il mare, ben riconoscibile data la presenza di pesci sotto il ventre dell’animale e di delfini guizzanti sia a destra che a sinistra. Nel raffigurare il toro viene conferita grande attenzione a particolari come il muso, la giogaia, gli zoccoli resi grazie a sottili linee bianche. Europa seduta in groppa al toro con entrambe le gambe sullo stesso lato, tradisce una certa rigidità nella posa statica con il busto di prospetto e la testa di profilo, amplificata dalla posizione delle braccia, con la mano destra che si tiene al collo dell’animale e il braccio sinistro piegato all’indietro a poggiarsi sul dorso. La fanciulla dai capelli sciolti e fasciata nel suo chitone è colta nel bel mezzo della traversata per mare che la condurrà a Creta, così come già a questa data aveva scritto Esiodo (Eurfc01). Giove ed Europa sono preceduti da un uccello dalle ali spiegate e seguiti da quella che con ogni probabilità è una Nike o Vittoria alata. Infatti essa tiene in mano due coroncine quasi a voler sottolineare e suggellare l’ormai prossima unione tra una mortale e una divinità.

Silvia Molinari