42: Callisto

 

Titolo dell’opera: Paesaggio con Diana e Callisto

Autore: Annibale Carracci

Datazione:  1598-99 ca.

Collocazione: Mertoun, St. Boswell’ s (Scozia), collezione Duca di Sutherland

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela (87 x 103,5 cm)

Soggetto principale: svelamento di Callisto

Soggetto secondario: una ninfa lava i piedi di Diana, un’altra tiene sospeso un velo sulle spalle di Callisto, altre due si abbracciano, altre fanno il bagno

Personaggi: Diana, Callisto, sei ninfe

Attributi: mezzaluna, freccia (Diana); velo, ventre rigonfio (Callisto)

Contesto: paesaggio boschivo

Precedenti:

Derivazioni:  Bernard Picart, Paesaggio con Diana e Callisto, 1707, Roma, Istituto Nazionale per la Grafica. F.C. 69781, vol.44 H 21; 495 x 555, smg. In basso a sinistra nel margine: Peint par Annibal Carrache le Tableau Original est dans le Cabinet de S.A.R.Monseigneur le Duc d’Orleans.; a destra: Gravé par Bernard Picart en 1707; sotto: L’Honneur dans le beau sexe est un rare tresor/ Il est plus precieux que les perles et l’or, / Hereuse mille fois celle qui le possede./ Mais plus heureuse encor qui le Scait conserver/ Celle qui l’a perdu ne peut le retrouver / Sa perte est un mal sans remede./ Calisto cette Nimphe a qui le Roy des cieux/ Ravit un don si precieux/ N’en fut pas moins alors fletrie et difamèe;/ Diane L’exila de sa ch’armante cour,/En bete elle fut transformèe / Chatiment convenable a l’impudique amour.  In controparte. Con la scritta che dichiara l’opera presente nel 1707 nel Cabinet d’Orleans, la stampa costituisce un documento in più per la conoscenza delle vicende del quadro. E’ chiaramente una delle più belle stampe tratte dai dipinti di Annibale con resa particolarmente felice degli effetti di ombra e di luce nel paesaggio e nella figurazione;

Robert Delaunay, Paesaggio con Diana e Callisto, Roma, Biblioteca Hertziana, bulino e acquaforte, 170 x 140 (figurazione); 368 x 237 (impressione) In basso a sinistra sotto la parte figurata: Peint par Annibal Carrache; a destra: Gravè par Rob.rt De Launay; sotto al centro: LE BAIN DE DIANE./ De la Galerie du Palais Royal; più in basso: ÉCOLE DE LOMBARDIE./ XIX.me TABLEAU D’ANNIBAL CARRACHE./ Peint sur Toile, ayant le hauteur 2 Pieds 9 Pouces, sur 3 Pieds 1 Pouce de large./ Diane, fatiguèe de la Chasse, s’apprete à jouir des plaisirs du Bain. Elle est assise sur sa drapperie/ tenant son Dard renversè, ses Chiens sont proche d’elle. L’une de ses Nymphes achee de dètacher sa chaussure/ Une autre suspend une draperie à un Arbre. Calisto, que Jupiter avoit séduite sous la forme deDiane, / est forche, malgré sa résistance, de dépouiller ses vétemens et de laisser apercevoir qu ’elle devendria Mère, elle /baisse les yeux la honte et la confusion la font rougir. La chaste Desse lasse éclater son indignation, / et ses Nymphes partagent sa surprise et sa colere. / Ce Tableau, , bien conservé, est d’une Composition riche et agréable. Le figures sont agreablement disposées, / la couleur est vraie, le Dessin ferme et correcte. Le Paysage offre de beaux Plans et le Arbres en/ sont touchés avec beaucoup d’esprit et de goût

Immagine:

Bibliografia: Bellori G.P., Le vite de ’ pittori, scultori et architetti moderni, Roma 1672, pp. 86-87; Fèlibien A., Entretiens sur les vies et les ouvrages des plus execellent Peintres, anciens et modernes, Trévoux 1725, III, p. 274, IV, p. 413;  Foratti A., Il paesaggio dei Carracci e della loro scuola, in “L’Archiginnasio”, Bologna 1921; Posner D., Annibale Carracci. A Study in the Reform of Italian Painting around 1590, Phaidon,New York-Londra 1971, I, pp. 50, 118-119; Malafarina G., L’opera completa di Annibale Carracci, Classici dell'Arte Rizzoli, Milano 1976; Annibale Carracci e i suoi incisori, a cura di Borea E., Mariani G., Ecole Française de Rome, Roma 1986,  p. 111; Les Carrache et les decors profanes: actes du Colloqui organiste par l’ecole francaise de Rome,Ecole Française de Rome, Roma 1986, pp. 111-129; Borea E., Annibale Carracci, Fabbri, Milano 1979; Howard S., Carraccesque Landscapes by Bonzi, in “Gazette des Beaux-Arts”, 6, 112, december 1988, pp. 232; Davidson Reid J.–Rohmann C., The Oxford Guide to Classical Mithology in the Arts 1330-1990, New York–Oxford, 1993, p. 282; Strinati C., Annibale Carracci, Giunti, Firenze 2001; Annibale Carracci, Istituto Geografico De Agostini, Novara 2001

Annotazioni redazionali: Bellori ricorda questo dipinto, “la favola di Callisto al Bagno di Diana”, insieme al suo pendant La toeletta di Venere nella collezione dell’Abate de La Noue a Parigi, dove, secondo la testimonianza del Félibien erano state portate dal pittore Jacques Stella probabilmente nel 1634; le due tele figurano quindi nella collezione Orléans e nel 1799, l’opera venne acquistata dal duca di Bridgewater passando quindi per successione ereditaria all’attuale proprietario. Annibale evidentemente conosceva la versione Diana e Callisto di Tiziano, che ispirò non soltanto la posa di Diana, ma anche il voluttuoso abbandono delle figure e il rigoglio del paesaggio circostante. Annibale tuttavia differisce da Tiziano nell’immaginare la scena su uno sfondo di un vasto paesaggio. Nel fare ciò egli più fedelmente esprime lo spirito della poesia idillica di Ovidio. Qui c’è l’incantevole boschetto ombreggiato dai caldi raggi del sole e rinfrescato dall’acqua dolcemente mormorante, dove Diana e le sue compagne si sono fermate per fare il bagno.

                                                         Anna Cola