33: Callisto

Titolo dell’opera: Diana e Callisto

Autore: Tiziano Vecellio e i suoi aiuti

Datazione:  1566 ca.

Collocazione: Vienna,  Kunsthistorisches Museum

Committenza: imperatore Massimiliano II d'Austria

Tipologia: dipinto 

Tecnica:  Olio su tela(183 x 200 cm.)

Soggetto principale: svelamento di Callisto

Soggetto secondario: Callisto viene spogliata e trascinata a forza da tre ninfe; altre quattro ninfe sono intorno a Diana con gli strumenti della caccia in mano

Personaggi: Diana, Callisto, sette Ninfe

Attributi: mezzaluna, arco, frecce (Diana); velo, ventre rigonfio (Callisto)

Contesto: paesaggio boschivo

Precedenti: Tiziano Vecellio, Diana e Callisto, 1556-59, Edimburgo, National Gallery of Scotland (Cfr. scheda opera 28)

Derivazioni: Cornelius Cort, Diana e Callisto, 1566, Vienna, Albertina, incisione

Non è identica con il dipinto di Vienna, ma ha più punti in comune rispetto alla versione appartenente al Duca di Sutherland, a Edimburgo. La fontana con una larga base rotonda sormontata dalla statua di  Diana con  un cervo è identica a quella della versione di Vienna. La ninfa mezza inginocchiata che strappa i vestiti a Callisto è più simile alla ragazza del dipinto di Vienna che alla donna in piedi di quello di Edimburgo. Il più grande cambiamento nella stampa è dato dal formato alto e stretto e la consequenzialità di alti alberi. Varie speculazioni sono state fatte se Tiziano abbia dipinto un’opera come appare dalla stampa di Cort.

Immagine:

Bibliografia:Cagli C., L’Opera completa di Tiziano, Classici dell'Arte Rizzoli, Milano 1969; Panofsky E., Problems in Titian mostly iconographic, Phaidon, New York-London 1969, p. 161; Pallucchini R., Tiziano e il manierismo europeo, Leo S.Olschki Editore, Firenze 1978, tav. 38, 139 particolare; Wethey H.E., The paintings of Titian. The mytological and historical paintings , Phaidon, London 1975, vol. III, pp. 74-76; 142-143; Fischer M.R., Titian’ s Assistants During the Later Years, Garland Pub, New York-London 1977, pp. 35-36; Mercalli M.-Tozzi S., Il mito di Callisto, in Giorgione e la cultura veneta fra ‘400 e ‘500: mito, allegoria, analisi iconologica, De Luca, Roma 1981, pp.155-160; Gentili A., Da Tiziano a Tiziano, Feltrinelli, Roma 1989, pp. 117-134, Gentili A., Tiziano, "Artedossier", n. 47, Giunti, Firenze 1990; Panofsky E., Tiziano, problemi di iconografia, Marsilio, Venezia 1997; Cieri Via C.,  Problemi teorici e proposte iconologiche, il mito di Diana nella cultura umanistica, Bagatto, Roma 1991

Annotazioni redazionali: Quasi certamente il dipinto è una della sette “favole” offerte il 28 novembre 1568 da Tiziano attraverso l’ambasciatore imperiale Veit von Dornberg all’imperatore Massimiliano II d’Austria. Questo dipinto presenta uno stato di conservazione migliore rispetto alla più famosa versione di Edimburgo. Il drappeggio alla figura di Callisto e alla ninfa all’estrema sinistra sono stati aggiunti prima del 1651, secondo Wethey, quando Teniers copiò il dipinto. Nella stampa di Cort del 1566 infatti i drappeggi sono assenti. Durante la rifoderatura e la pulitura del dipinto nel 1912 fu fotografato il disegno sul fondo della tela. Esso mostrò che la donna nuda in piedi sulla sinistra era all’inizio come la medesima figura nella tela di Edimburgo. Alcuni studiosi, come Pallucchini, Panofsky e Wethey, affermano quindi che il dipinto di Vienna è opera di bottega con ampio intervento di finitura da parte di Tiziano, prendendo a prova di ciò le varianti rispetto allo schema sottostante. Mentre Gentili ritiene, al contrario, poiché le modifiche sono tutte di superficie e fanno perdere completamente il significato originario del tema, che il dipinto no presenti l’intervento di Tiziano. Sarebbe un prodotto di bottega sotto la direzione di Palma il Giovane, e rivelerebbe la presenza di due mani: una assai mediocre, che esegue in modi “schiavoneschi” l’intero gruppo di Diana e le due figure laterali del gruppo di Callisto, da identificare secondo Roy Fisher e Wethey con Girolamo Dente e un’altra mano che dipinge fontana e paesaggio e interviene nei volti di Callisto e della ninfa urlante alle sue spalle in modi comparabili con opere accreditate a Palma.

                                                                           Anna Cola