03: Callisto

Titolo dell’opera: Callisto tramutata in orsa

Autore: anonimo

Datazione: 360 a.C. ca.

Collocazione: Cremona, Museo Civico

Committenza:

Tipologia: cratere apulo

Tecnica: ceramica a figure rosse

Soggetto principale: Callisto tramutata in orsa

Soggetto secondario:

Personaggi: Callisto, Mercurio, Arcade

Attributi: caduceo, petaso (Mercurio)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Trendall A. D., Callisto in Apulian Vase-Painting, in Antike Kunst, Jahrgang 1977, pp. 99-100; Rossi L., Ceramiche apule nel museo di Cremona, 1981, 31 np. 43., pls 15-17; Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Artemis, Zurigo-Monaco 1986, V, 1, sub voce "Kallisto", p. 942, cat. n. 8.

Annotazioni redazionali: Il cratere, proveniente probabilmente da Ruvo, rappresenta Callisto, seduta su una pelle e un mantello, vista da destra, di tre quarti. La ninfa indossa un chitone sceso dalla spalla destra, e una collana. Alla sua sinistra Mercurio si allontana tenendo il piccolo Arcade nelle braccia per salvarlo dall’ira divina. L’azione di Callisto è di difficile interpretazione, in quanto non appaiono i segni della sua trasformazione in orsa. La giovane sembra piuttosto avere in mano un giavellotto. Forse questa immagine potrebbe rappresentare un dramma diverso, derivante da un mito che narra la morte di una ninfa che, impazzita, si suicida. Del resto bisogna considerare che l’episodio di Callisto presenta molti aspetti divergenti nel suo svolgimento, frutto di tradizioni diverse.

Giulia Masone