44: Prometeo

Titolo dell'opera:   

Autore:  

Datazione: 1552

Collocazione: Barthélemy Aneau, Picta Poesis, Lione 1552

Committenza: 

Tipologia: illustrazione

Tecnica: incisionexilografica

Soggetto principale: il supplizio di Prometeo

Soggetto secondario: 

Personaggi: Prometeo

Attributi: nudità, barba lunga, vincoli, aquila (Prometeo)

Contesto: paesaggio montuoso

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Raggio O., The Myth of Prometheus. Its survival and metamorphoses up to the eighteenth century, in “Journal of the Warburg and Courtauld Institutes”, 21, 1958, p. 56

Annotazioni redazionali: Nel corredo illustrativo della Picta Poesis di Barthélemy Aneau (Promfr11) si trova una raffigurazione del supplizio di Prometeo, accompagnata dal motto “Curiositas fugienda”, la cui iconografia, pienamente inserita all’interno della tradizione figurativa di questo momento del mito, presenta evidenti analogie con un’incisione che correda l’edizione del 1551 degli Emblemata di Andrea Alciati (Promfr09), testo con il quale condivide l’interpretazione negativa del mito prometeico che  caratterizza la tradizione emblematica. Se ne distacca invece Piero Valeriano che negli Hieroglyphica dedica largo spazio a Prometeo come introduttore delle arti a beneficio dell’umanità (Promfr14). Nella subscriptio di Aneau è espressa molto chiaramente la concezione secondo cui la speculazione umana sul mondo ultraterreno deve muoversi entro confini ben precisi e delimitati: “Mitte arcana Dei coelumque inquirere quid sit / Nec sapias plusquam debet homo sapere”. Prometeo, con il suo spregiudicato furto del fuoco, costituisce un monito, attraverso la sua crudele punizione, a non superare i naturali limiti dell’uomo e per questo motivo il momento scelto dall’incisore  è proprio quello del supplizio. Il Titano, caratterizzato da una lunga barba che sin dall’epoca classica è indizio di un supplizio estremamente lungo, è disteso al suolo nei pressi di un promontorio roccioso ed è trattenuto al suolo da pesanti catene, secondo un’iconografia tradizionale che deriva dal Prometeo incatenato di Eschilo (Promfc04). Un’aquila con le ali distese gli ha aperto con il becco uno squarcio sul fianco, secondo la variante del mito più diffusa, nonostante nei versi di Aneau sia specificato che il rapace gli divora il cuore.

Silvia Trisciuzzi