
Titolo dell'opera:
Autore: Scuola di Maso Finiguerra
Datazione: 1455-1465
Collocazione: Maso Finiguerra, Cronaca Fiorentina figurata, Londra, British Museum, Departments of Prints and Drawings
Committenza:
Tipologia: disegno
Tecnica: penna e inchiostro bruno
Soggetto principale: Prometeo e l’uomo
Soggetto secondario:
Personaggi: Prometeo
Attributi: barba lunga, uomo (Prometeo)
Contesto: paesaggio roccioso
Precedenti:
Derivazioni:
Immagini:
Bibliografia: Raggio O., The Myth of Prometheus. Its survival and metamorphoses up to the eighteenth century, in “Journal of the Warburg and Courtauld Institutes”, 21, 1958, p. 52; Chastel A., Arte e umanesimo a Firenze al tempo di Lorenzo il Magnifico. Studi sul Rinascimento e sull’umanesimo platonico, Einaudi, Torino 1964; Seznec J., La sopravvivenza degli antichi dei, Bollati Boringhieri, Torino 2001 ( I ed. 1940), pp. 24-25
Annotazioni redazionali: La Cronaca fiorentina illustrata di Maso Finiguerra si inserisce all’interno di un genere particolare, quello delle Cronache Universali, il cui intento era quello di conciliare la storia biblica con quella pagana, accostando patriarchi e benefattori dell’umanità, considerati loro contemporanei, con uno spirito chiaramente evemeristico. Tra i personaggi della mitologia classica si trova Prometeo, caratterizzato da una lunga barba bianca e panneggiato all’antica; tiene nel palmo della mano, in una posizione elevata, una statuetta di forma umana, di dimensioni ridotte, che tocca con una bacchetta che sostiene con l’altra mano, secondo un’iconografia che si trova anche nella miniatura di Leonardo da Besozzo (Cfr. scheda opera 21). La statuetta a sua volta solleva al di sopra della testa un bastone, o forse una bacchetta, sostenendosi con l’altra mano ad un oggetto non chiaramente identificabile che richiama i tradizionali punti di appoggio della statuaria a tutto tondo. L’interpretazione di Prometeo come scultore della prima statua di forma umana è caratteristica della lettura evemeristica del mito, tesa a ricondurre il racconto della creazione del primo uomo, che presenta profonde connessioni con il racconto biblico, ma anche sostanziali differenze - in primo luogo la duplicità dell’atto creativo ad opera di Prometeo con l’aiuto della dea Minerva a fronte della creazione del solo Dio nella Bibbia -, in un contesto razionalistico, privo di un qualunque contenuto religioso. In questi termini interpretano il mito Lattanzio (Promfc39), Isidoro di Siviglia (Promfm03) e Petrus Comestor (Promfm08), i quali sostituiscono al Prometeo creatore il Prometeo primo scultore, fino a giungere a Pomponio Gaurico che nel 1504, nel suo De sculptura (Promfr06), lo indica come l’introduttore dell’arte plastica. La Raggio inoltre sottolinea come Prometeo sia definito come Astrologus all’interno della Cronaca fiorentina e quindi il suo gesto di comando nei confronti della statuetta abbia quasi delle connotazioni magiche (Raggio, 1958).
Silvia Trisciuzzi
