V sec. d.C.
NONNO di PANOPOLI, Le Dionisiache, XVI, 332-335; XLII, 383-386
Traduzione tratta da: Nonno di Panopoli, Le dionisiache, BUR, Milano 2003-2004, vol. II, p. , vol. IV, p.
XVI, 332-335
Siringa ha fuggito Pan, ha lasciato incompiute le nozze;
e adesso col suo canto automatico celebra
l’amplesso appena compiuto da Dioniso. E per di più
Eco risponde concorde al canto consueto di Siringa.
XLII, 383-386
Sai bene che, avendo disprezzato l’infuocata faretra,
parole d’orgoglio offrì Siringa, amante della verginità,
divenuta pianta, canna a vedersi che non è canna,
fuggì l’amore di Pan, e ancora di Pan canta il desiderio.
