
Titolo dell’opera: La morte di Argo
Autore: pittore di Agrigento
Datazione: 470-460 a.C.
Collocazione: Boston, Museum of Fine Art
Committenza:
Tipologia: Hydria
Tecnica: ceramica a figure bianche e rosse
Soggetto principale: Ermes sta per tagliare la testa ad Argo che custodisce Io
Soggetto secondario:
Personaggi: Ermes, Argo, Io tramutata in giovenca, sacerdotessa del tempio di giunone, personaggi maschili e femminili
Attributi: clamide; petaso (Ermes); occhi sparsi sul corpo, vestito da pastore, clava (Argo); collana, chiavi del tempio, orecchini, braccialetti (sacerdotessa)
Contesto: tempio di Era
Precedenti:
Derivazioni:
Immagini: http://www.perseus.tufts.edu/hopper/text.jsp?doc=Perseus:text:1999.04.0043:entry=Boston%2008.417
Bibliografia: Caskey J.L. - Beazley J.D., Attic vases paintings in the Boston Museum of fine arts, Oxford university press, Boston 1954, III, 49;Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Artemis Verlag, Zurigo-Monaco 1992, vol. IV, 1, sub voce Hera, p. 717; vol. V, 1, sub voce Io, p. 665
Annotazioni Redazionali: Questa hydria proviene da Santa Maria di Capua. Venne acquistata nel 1898 da Joseph Clark Hopping il quale, pochi anni dopo, la cedette al museo di Boston. La scena è ambientata nei pressi del santuario di Era, chiaramente individuabile dalle colonne doriche che compaiono sulla destra; esso è situato nei pressi di un pascolo, accennato dalle piccole piante tra i piedi di Argo e le zampe di Io-giovenca. Argo ha una pelle di capra poggiata sulle spalle a fargli da mantello, e un cappello grossolano, sempre di pelle di capra, poggiato sulla testa. A completare il suo aspetto da pastore ci sono gli alti sandali e la clava brandita per difendersi da Mercurio. Gli occhi sono sparsi qua e là per il corpo, come per decorarlo, la barba e i capelli sono arruffati a sottolinearne la rozzezza. Il pastore corre verso sinistra, affiancato da Io-giovenca, ma ha la testa rivolta verso destra a controllare Ermes che è nell’atto d’inseguirlo. Il dio, a differenza del custode, ha la barba ordinata e una corona colorata di rosso sulla testa; indossa la clamide e un petaso. Il momento qui rappresentato, e cioè quello che immediatamente precede l’uccisione del pastore, è una delle poche eccezioni al classico schema col quale tale momento è raffigurato (Cfr.scheda opera 01): infatti Argo non è a terra, ma bensì corre, e non è disarmato. Alle spalle di Ermes c’è un personaggio femminile, con orecchini e bracciali, vestito con il chitone e l’ imation, che alza le mani in segno di spavento. Secondo una prima interpretazione, si tratterebbe di Era e, di conseguenza, il personaggio maschile all’estrema sinistra sarebbe Zeus. Ma, nonostante la presenza di tali divinità sembri assolutamente logica nel contesto, esse non sono caratterizzate in alcun modo, il che ha fatto ipotizzare che si tratti dei genitori di Io: Inaco e Melia. L’altro personaggio femminile sulla sinistra è una sacerdotessa del tempio di Era. Questo è plausibile non solo per il suo abbigliamento, per la capigliatura -uno chignon sulla testa decorata con un laccio- e per il fatto che tiene in mano la chiave del tempio e uno scettro, ma anche perché la stessa Io, come riportano varie fonti (Argfc01; Argfc05), sarebbe stata sacerdotessa di Era, e dunque tale donna sarebbe la sua “sostituta”. Complessivamente, rispetto ad altri vasi dello stesso tipo appartenenti a quest’area e a questa sfera culturale, le figure risultano tozze e appena abbozzate.
Francesca Pagliaro
