01: Mercurio e Argo

Titolo dell’opera: Ermes uccide Argo; Io e Era

Autore: pittore della cerchia di Exekias

Datazione: 540-530 a.C.

Collocazione: Londra,British Museum

Committenza:

Tipologia: anfora a profilo continuo

Tecnica: pittura a figure nere

Soggetto principale: Mercurio uccide Argo

Soggetto secondario:

Personaggi: Mercurio, Argo, Io tramutata in giovenca, Giunone

Attributi: elmo, calzari alati, chitone corto; petaso (Mercurio); testa bifronte (Argo)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: 

Bibliografia:Boardman J., Vasi ateniesi a figure nere, Rusconi, Milano 1990, p. 231;  Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Artemis Verlag, Zurigo-Monaco 1992, vol. IV, 1, sub voce Hera, p. 717e sub voce Hermes p. 357; vol. V, 1 sub voce Io, p. 664

Annotazioni Redazionali: Nel V sec a.C. Exekias e i pittori della sua cerchia rappresentarono un punto di rottura con la precedente produzione vascolare a figure nere, specialmente sul piano della forma: diventano infatti predominanti le anfore a profilo continuo, come questa, rispetto a quelle a collo distinto o ai crateri a colonnette. Se questa è sicuramente un’innovazione importante, varia anche il modo di trattare i soggetti dal momento che Exekias era allo stesso tempo sia ceramista che decoratore. Nel parlare di questo Boardmann scrive:””Per la prima volta, la capacità di osservazione e la sensibilità di un’artista che si esprime per mezzo del disegno appaiono in grado di misurarsi con quelle dei poeti del suo tempo”. Nell’anfora con l’episodio di Mercurio che sta per uccidere Argo, notiamo l’introduzione, o meglio, la creazione, di un elemento insolito: l’incredibile vista di Argo viene espressa tramutando il pastore in un essere bifronte. Mercurio con la barba, vestito da viaggiatore, con petaso, chitone corto e clamide, è colto nell’atto drammatico prima dell’uccisione, con il corpo sporto in avanti verso Argo. Il pastore “panoptes” (che tutto vede) si trova a terra con il braccio sinistro alzato per difendersi. Fino al I secolo, e cioè fino a quando Ovidio non introdurrà il motivo della musica suonata da Mercurio per addormentare Argo prima di ucciderlo (Met. I, vv. 670 e segg.), il momento dello scontro tra i due sarà illustrato più o meno in questo modo, dando vita ad uno schema ripetitivo. Fino ad Apollodoro (Argfc04), che specifica che l’arma usata da Ermes per uccidere Argo è una pietra, ci troveremo quasi sempre di fronte a un Ermes munito di spada sguainata dal fodero che attacca il pastore caduto a terra e disarmato (Cfr. scheda opera 02). La fonte più attendibile di tale tradizione sembrerebbe essere l’Inaco di Sofocle, dramma satiresco perduto di cui restano soltanto pochi frammenti. Alle spalle di Mercurio si trova Era, la quale compare e non compare nella rappresentazione del mito la stessa quantità di volte e quindi risulta essere piuttosto irrilevante nello sviluppo iconografico del mito, almeno in età classica; e peraltro qui la dea non è caratterizzata da alcun attributo. Accanto ad Era, che agita teatralmente le mani come a voler impedire l’uccisione del pastore, compare Io-giovenca, quasi che la vicinanza tra le due presagisca che la liberazione dal controllo del pastore non coinciderà con la definitiva cessazione del supplizio.

                                     Francesca Pagliaro