38: Giove ed Io

Titolo dell’opera:Fregio con Scena mitologica (Giove e Io?)

Autore: Giovanni Antonio Fasolo (1530-1572)

Datazione: 1567 ca.

Collocazione: Vicenza,Palazzo Cogollo (conosciuta erroneamente come “Casa del Palladio”)

Committenza: Pietro Cogollo

Tipologia: dipinto

Tecnica: affresco

Soggetto principale: Giove insegue Io (?)

Soggetto secondario:

Personaggi: Giove, Io, Cupido

Attributi: arco (Cupido)

Contesto: paesaggio all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Barbieri F., Affreschi del Cinquecento nei palazzi vicentini, Con Palladio: l’avvento della “Maniera”, in Nel palagio, Affreschi del Cinquecento nei palazzi urbani, a cura di Monicelli F., Editoriale Bortolazzi Stei, Verone 2005, pp. 221-224; http://www.sitiunesco.it/index.phtml?id=461

Annotazioni redazionali: Il fregio con Scene mitologiche fu dipinto da Giovanni Antonio Fasolo nel vano del sottotetto di palazzo Cogollo a Vicenza. L’edificio inizialmente fu riconosciuto come abitazione del Palladio, tant’è che la struttura venne denominata anche “Casa del Palladio”. L’equivoco nacque dall’esigenza di trovare una dimora che fosse stata abitata dal celebre architetto, il quale svolse la sua attività prevalentemente a Vicenza. Molti critici vorrebbero attribuire ad Andrea l’impianto e la costruzione della nuova facciata cinquecentesca di Casa Cogollo, ma, ad oggi, non si conosce ancora il nome dell’architetto che ristrutturò il palazzo quattrocentesco. Il committente e proprietario del palazzo, il notaio Pietro Cogollo, fu “obbligato” a procedere con gli interventi di ammodernamento dell’edificio su richiesta del Maggior Consiglio della città: a Pietro, in cambio dei lavori che avrebbero donato all’urbe un contributo di “maggior decoro”, sarebbe stata rilasciata la cittadinanza vicentina. Il fregio denominato semplicemente come Scena mitologica potrebbe, sia per ragioni iconografiche che concettuali, essere visto come Giove che rincorre la ninfa Io. Il supposto episodio ovidiano appare all’interno di una sala dedicata ai quattro elementi, come troviamo anche nell’affresco di Jacopo Zucchi all’interno di Villa Medici a Roma (Cfr. scheda opera 40), fatto che dimostra come questi due soggetti fossero estremamente correlati. Per quanto concerne i precedenti iconografici, l’affresco del Fasolo con il vecchio che rincorre una giovane donna, può essere affiancato ad un’incisione ideata da Bernard Salomon per l’edizione delle Metamorfosi di Ovidio stampate a Lione da Jan de Tournes nel 1557 (Cfr. scheda opera 28). Sicuramente la nebbia che discende dal cielo, dipinta tra il vegliardo e la fanciulla, è un chiaro riferimento al mito di Giove e Io: il padre degli dei, infatti, dopo essersi innamorato della ninfa Io, invoca le nubi per obliare il tradimento agli occhi di Giunone.

Maddalena Bertolini