
Titolo dell’opera: Deucalione e Pirra
Autore: Giovanni Maria Bottalla, detto Raffaellino (1613-1644
Datazione: 1635 ca.
Collocazione: Brasile, Rio de Janeiro, Acervo do Museu De Belas Artes
Committenza:
Tipologia: Dipinto
Tecnica: Olio su tela
Soggetto principale: Deucalione e Pirra gettano le pietre
Soggetto secondario: Esseri umani nati dalle pietre
Personaggi: Deucalione, Pirra, figure maschili e femminili
Attributi: Pietre, tempio di Temi, uomini creati (Deucalione, Pirra)
Contesto: Scena all’aperto
Precedenti:
Derivazioni:
Immagini: images.google.it/imgres=http://www.mlahanas.de/Greeks/Mythology/RM/DeucalionPyrrhaBottalla.jpg&imgrefurl=http://www.mlahanas.de/Greeks/Mythology/DeucalionPyrrhaBottalla.html&usg=__I4B2jzIhbwPl3oHdODvW-lEDQ2Q=&h=696&w=800&sz=47&hl=it&start=5&sig2=Ox295Ic9WxU885AlFziKSg&um=1&itbs=1&tbnid=zjDstjoPsnur8M:&tbnh=124&tbnw=143&prev=/images%3Fq%3Ddeucalion%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26sa%3DG%26um%3D1&ei=EB1rS_7BN4SdsgaT78i8Bg
Bibliografia: Pintura Italiana Anterior ao século XIX no Museo Nacional de Belas Artes, catalogo raisonné, tomo I, Marques L. – Paternostro Z. ( a cura di), Area Editorial Ltda., Rio de Janeiro 1992, pp. 47-49; Barroero L., Giovanni Maria Bottalla, in Pietro da Cortona 1597-1669, Lo Bianco A. (a cura di), Electa, Milano 1997, pp. 187-190.
Annotazioni redazionali: L’opera, realizzata da Giovanni Maria Bottalla detto Raffaellino, allievo di Pietro da Cortona, gli fu commissionata da <<un principal Mercadante>> non ancora identificato intorno al 1635 (Barroero, 1997). L’opera, oggi conservata a Rio de Janeiro, risente del pathos e della teatralità barocca con i due imponenti Deucalione e Pirra colti nell’atto di gettare le enormi pietre. Alle loro spalle un uomo è già quasi interamente trasformato eccetto per le gambe ancora sotto forma di masso e con un braccio cerca come di farsi leva per “fuoriuscire” dalla pietra. Altre tre figure fanno la loro comparsa, una delle quali guarda sorridente lo spettatore, mentre la donna dietro di lui, osserva i due progenitori che incombono. Sullo sfondo, nascosto dalle fronde e poco visibile, si trova un tempio, probabilmente quello della dea Temi che ha rivelato ai due protagonisti come generare un nuovo popolo, in sostituzione di quello spazzato via dal diluvio. Proprio al cataclisma appena avvenuto fanno riferimento le nuvole scure e dense alle spalle di Deucalione e Pirra. Come avviene nell'opera di Grechetto (Cfr. scheda opera 58), la novità di questa tela è nell'attenzione che l’autore pone nel dettagliare e caratterizzare le figure create dalle pietre. Non siamo più di fronte ad un genere umano anonimo, distinto solo dal sesso di appartenenza, ma le figure sembrano già avere una personalità distinta e tendono a differenziarsi fra loro come non accade nei precedenti e che verrà amplificato ancora di più in Grechetto.
Agnese Altana
