31: Deucalione e Pirra

Titolo dell’opera: Storia di Deucalione e Pirra

Autore: Lelio Orsi

Datazione: 1550 ca.

Collocazione:Modena, Galleria Estense, (già Rocca di Novellara)

Committenza:

Tipologia: Dipinto

Tecnica: Affresco

Soggetto principale: Deucalione e Pirra gettano le pietre e ripopolano la terra

Soggetto secondario: Sulla destra Nettuno con il suo cocchio

Personaggi: Nettuno, Deucalione, Pirra, uomini e donne appena creati

Attributi: Tridente (Nettuno); pietre, tempio di Temi, uomini creati (Deucalione, Pirra)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Mostra di Lelio Orsi, catalogo della mostra Reggio Emilia 16 Luglio – 30 Settembre 1950, Salvini R. – Chiodi A. M. (a cura di), Stab. Tipo-Litografico dei Fratelli Rossi, Reggio Emilia 1950, pp. XIV-XV, scheda n. 2; Romani V., Lelio Orsi, Aedes Muratoriana, Modena 1984; Monducci E. - Pirondini M., Lelio Orsi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 1987, pp. 72-73; Bonsanti G., Lelio Orsi per Novellara: linee di ricerca su affreschi e medaglie in  Lelio Orsi e la cultura del suo tempo, Bentini J. (a cura di), Atti del Convegno Internazionale di studi, Reggio Emilia – Novellara, 28-29 Gennaio 1988, Nuova Alfa Editoriale, Bologna 1990, pp. 113-122; Miarelli Mariani I., Novellara Rocca in Cieri Via C., L’arte delle Metamorfosi. Decorazioni mitologiche nel Cinquecento, Lithos, Roma 2003, pp. 242-243.

Annotazioni redazionali: L’affresco, in monocromo violetto, staccato e riportato su supporto di vetroresina, è stato messo in relazione con altri affreschi provenienti dalla Rocca di Novellara e conservati alla Galleria Estense di Modena: il Diluvio mitologico (Cfr. scheda opera 30), l’Omaggio a Diana e una scena con Costellazioni e divinità. Come il titolo dell’opera riporta, siamo di fronte al primo caso in cui tutti gli elementi del mito sono posti insieme a raccontare l’intera storia. Seppur in pessime condizioni, possiamo notare, al centro, i due personaggi nell’atto di gettare le pietre e dietro di loro le figure, ora in piedi, ora per terra degli uomini appena creati. Sulla sinistra si nota la colonna di un tempio, probabilmente quello di Temi a cui i due si sono appena rivolti, Infine sulla destra è appena visibile un tridente in mano a Nettuno, la cui figura è poco definita, e la testa di un cavallo, probabilmente del suo cocchio, per rappresentare il momento precedente del diluvio, scatenato dal dio.

Agnese Altana