26: Deucalione e Pirra

Titolo dell’opera: Scena di diluvio mitologico (a)

Autore: Lelio Orsi

Datazione: 1547-1554

Collocazione:Modena, Galleria Estense, già Rocca di Novellara

Committenza: Costanza da Correggio

Tipologia: Dipinto

Tecnica: Affresco

Soggetto principale: Scena di diluvio

Soggetto secondario:

Personaggi: Nettuno, figura di bambino, personaggi e animali marini

Attributi: Tridente (Nettuno)

Contesto: Scena in mare

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://www.aostasera.it/articoli/2010/06/11/14171/rinascimento-privato-il-collezionismo-della-famiglia-deste-al-museo-archeologico-di-aosta

Bibliografia: Bonsanti G, Restauri fra Modena e Reggio, Editore Artioli, Modena 1978, pp. 93-100; Monducci E. – Pirondini M., Lelio Orsi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 1987, pp. 92-95; Bonsanti G, Lelio Orsi per Novellara: linee di ricerca su affreschi e medaglie in  Lelio Orsi e la cultura del suo tempo, Bentini J. (a cura di), Atti del Convegno Internazionale di studi, Reggio Emilia – Novellara, 28-29 Gennaio 1988, Nuova Alfa Editoriale, Bologna 1990, pp. 113-122; Miarelli Mariani I., Novellara Rocca in Cieri Via C., L’arte delle Metamorfosi. Decorazioni mitologiche nel Cinquecento, Lithos, Roma 2003, pp. 242-243.

Annotazioni redazionali: Fa parte della serie di tre scene di Diluvio realizzate presso la Rocca di Novellara da Lelio Orsi e collegate alle due scene di Deucalione e Pirra davati al tempio di Temi (Cfr. scheda opera 24) e di Deucalione e Pirra che gettano le pietre (Cfr. scheda opera 25). L’affresco, staccato e riportato su massello di gesso, rappresenta Nettuno con il tridente e il cocchio trainato dai suoi cavalli marini che scatena il diluvio, mentre un bambino è preso tra le spire di un delfino. La scena risente di un certo virtuosismo rappresentativo, in una lotta furibonda fra i mostri marini che richiama le esperienze manieristiche di Giulio Romano. Nettuno protagonista del momento, è incaricato da Giove di richiamare i fiumi e di scatenare il cataclisma:

Ma l'ira di Giove non si limita al suo cielo:

Nettuno, l'azzurro suo fratello, gli porta aiuto coi flutti.

Convoca i fiumi ai suoi ordini e quando questi si presentano

alla sua reggia: «Non è tempo di perdersi in lunghe esortazioni»,

dice. «Scatenate le vostre forze: questo è il compito

assegnato. Spalancate le chiuse e, rimossi gli ostacoli,

lanciate le vostre correnti a briglia sciolta».

(Ovidio, Met., libro I)

Agnese Altana