06: Deucalione e Pirra

Titolo dell’opera: Deucalion

Autore: Leonardo da Besozzo (attivo nel secolo XV)

Datazione: 1435-1442

Collocazione: Milano, Collezione Crespi, (già collezione Morbio)

Committenza:

Tipologia: Illustrazione

Tecnica: Miniatura

Soggetto principale: Deucalione lancia le pietre

Soggetto secondario: Josue

Personaggi: Deucalione, Josue

Attributi: Pietre (Deucalione), insegna araldica (Josue)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: De Ricci S., Gl’insegnamenti dell’esposizione parigina del libro italiano, in «Dedalo»,  VIII, 1927, Fasc. I, pp. 138-177; Toesca P., La pittura e la miniatura nella Lombardia. Dai più antichi monumenti alla metà del Quattrocento, Einaudi, Torino 1966, pp. 200-215; Scalabroni L., Masolino a Montegiordano: un ciclo perduto di Uomini Illustri, in Da Pisanello alla nascita dei Musei Capitolini, Mondadori - De Luca, Roma 1988, pp. 63-66; Seznec J., La sopravvivenza degli antichi dei, Bollati Boringhieri,Torino 1990, pp. 24-30.

Annotazioni redazionali: Questa miniatura fa parte di una serie di illustrazione del codice intitolato Imagines virorum illustrium usque ad Bonifatium octavum, posseduto inizialmente da Carlo Morbio e poi passato alla famiglia Crespi di Milano. Si tratta di una cronaca dell’umanità, cioè una serie di miniature che narrano le vicende del mondo rappresentate con le figure di uomini famosi, in ordine cronologico e con sotto raffigurati i quattro elementi sottoforma di animali: il camaleonte per l’aria, l’alice per l’acqua, la salamandra per il fuoco e la talpa per la terra. Il codice fu realizzato intorno al 1436-42 e l’autore è identificabile con Leonardo da Besozzo, la cui firma è presente alla fine del testo: «Leonardus [de mediolano] de Bissutio pinxit». Le figure sono riconoscibili grazie a dei tituli in caratteri semigotici, sono disposte in tre registri, su uno sfondo azzurro oltremarino e una accanto all’altra senza connessioni. La particolarità di questi codici va evidenziata seguendo le linee della dottrina evemeristica (Seznec, 1990) che vede un nuovo approccio verso il mito e che si sviluppa intorno al terzo secolo a.C. con la Sacra Scriptio di Evemero. Il mito antico, e gli dei che ne fanno parte, viene storicizzato ed entra a far parte della storia del mondo affiancando gli stessi personaggi della religione cristiana. L’intento è di mettere sullo stesso piano le grandi figure del passato, storiche o leggendarie e di creare una storia Universale che le raccogliesse tutte in un unico ordine storico – cronologico. In questo caso, rispetto al mito di Ovidio, viene rappresentato solo Deucalione, senza la compagna Pirra, nell’atto di gettare le pietre dietro le proprie spalle. Alle spalle di Deucalione, che ha il capo coperto, come gli viene ordinato da Temi, si possono notare delle figure in fase di trasformazione. La presenza di Deucalione accanto a Giosué può essere spiegata partendo dalla reinterpretazione medievale del mito e soprattutto del diluvio che, in alcuni testi come quello di Giovanni del Virgilio (Deufm08) e Isidoro di Siviglia (Deufm02), viene considerato successivo e più marginale rispetto al diluvio universale di Noè. In Isidoro di Siviglia troviamo un elenco puntuale dei diluvi della storia e fra questi, il terzo in ordine cronologico, è quello di Deucalione che avviene più o meno al tempo di Mosè. Probabilmente proprio per questa contemporaneità dei due personaggi Mosè è rappresentato nella prima fascia del codice, subito prima di Deucalione. La presenza di Giosuè, biblicamente successore di Mosè come guida dell’esodo ebraico, può essere spiegata per la vicinanza temporale attribuita ai due personaggi. Nel testo del 1583 di Francesco Sansovino (Deufr11), Le antichità di Beroso Caldeo Sacerdote. Et d’altri scrittori, così Hebrei, come Greci et Latini, sull’opera di Beroso Caldeo, l’autore fa riferimento alla nascita di Deucalione collocandola ne “l’anno 40 della servitù de gli Hebrei in Egitto”, riportando come poi abbia affrontato il diluvio 82 anni dopo, in questo modo storia sacra e storia profana perdono la loro distinzione e vivono in un’unica linea temporale, in un’unica storia del mondo.

Agnese Altana