04: Deucalione e Pirra

Titolo dell’opera: Deucalion et Pyrrha

Autore:

Datazione: XV sec.

Collocazione:Lione, Bibliothèque Municipale, manoscritto Roman de la rose, Guillaume de Lorris, Jean de Meung, Ms P.A. 25, f. 148

Committenza:

Tipologia: Disegno

Tecnica:

Soggetto principale: Deucalione e Pirra gettano le pietre che assumono fattezze umane

Soggetto secondario:

Personaggi: Deucalione, Pirra, pietre che si trasformano in esseri umani

Attributi: Pietre, esseri umani creati (Deucalione, Pirra)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: sged.bm-lyon.fr/Edip.BML/%283xtncrvplbgekzrmqm0ulwih%29/Edip.Client.GenXWeb/GenXGedDownload.aspx

Bibliografia: De Lorris G. – de Meun J., Le Roman de la Rose, versione italiana a fronte di D’Angelo Matassa G., L’Epos, Palermo, 1993.

Annotazioni redazionali: Il disegno fa parte di un manoscritto del Roman de la Rose testo realizzato intorno al 1230 da Guillaime de Lorris e terminato, poi, da Jean de Meun nel 1268 ca. Il testo è un poema allegorico del XIII secolo che pur non trattando direttamente Ovidio, ne recupera alcuni miti delle Metamorfosi. Il tema dominante è l’amore per una donna e poiché l’ambientazione è nell’epoca cortese, i personaggi delle illustrazioni a corredo del poema, sono raffigurati con abiti medievali. Inoltre l’intento era di presentare degli esempi di una corretta condotta morale, usando l’opera di Ovidio con un intento moraleggiante tipico medievale. Anche in questo caso Deucalione e Pirra sono vestiti alla “cortese”, come una dama e un cavaliere e colti nell’atto di gettarsi alle spalle le pietre, alcune delle quali hanno già cominciato a trasformarsi. I due sono rappresentati di spalle mentre camminano su una collina, probabilmente il Parnaso, mentre le uniche due figure la cui metamorfosi è quasi del tutto terminata mostrano, come racconta il mito e viene riportato nel poema (Deucfm07), che le pietre lanciate da Deucalione diventano uomini e quelle di Pirra, donne: “Uomini vivi sorgono a un tratto, dove il marito Deucalione  getta le pietre (con intenzione saggia e onesta); donne scattanti dove le getta Pirra” (De Lorris G. – De Meun J., Roman de la Rose, vv. 17607-17610).

Agnese Altana