ICONOS - scheda generale
Titolo dell'episodio: Sisifo
Nel IV libro delle sue Metamorfosi, Ovidio narra la terribile punizione di Sisifo nell'Ade. Il dannato è costretto per l'eternità a sospingere, in cima ad un monte, un masso che poi rotolerà di nuovo a valle.
Oltre agli eroi benefattori dell’umanità protetti dai numi, la mitologia greca narra di più fosche figure su cui grava per l’eternità la collera degli dei. Alla triade canonica dei dannati (Tizio, Tantalo e Sisifo) nota già ad Omero (Odissea, XI 576 segg.) Tibullo nelle sue Elegie affiancherà Issione. Anche le Danaidi entreranno tardi nel gruppo dei dannati (soltanto a partire da autori quali Igino, Tibullo, Orazio ecc.) anche se già nel 465-459 a.C. Eschilo aveva narrato la loro storia nella tragedia Le Supplici e forse la loro punizione nella tragedia Danaidi sfortunatamente non pervenutaci. Ecco quindi ricomposto il gruppo di dannati che Ovidio presenta in due punti delle Metamorfosi: nel libro IV (vv. 457-463) in cui descrive la loro punizione e nel libro X (vv. 41-44) in cui ricorda la sospensione delle loro pene dovuta al dolce canto di Orfeo, sceso agli Inferi per riportare in vita Euridice. Soltanto nel caso delle Danaidi Ovidio spiega (in modo molto conciso) il motivo della loro dannazione (IV, 463: "… e le nipoti di Belo che osarono macchinare la strage dei loro cugini") mentre non accenna in alcun modo alle gravi colpe commesse dagli altri dannati. Per motivi di chiarezza analizzeremo questi personaggi uno alla volta nonostante tutte le fonti letterarie classiche li presentino in “gruppo”.
Sisifo
Sisifo, trasformato dai poeti nel simbolo dell'uomo astuto, sconta nell'Ade una singolare pena. Spinge sino alla cima del monte un enorme masso che subito rotolerà di nuovo a valle. Interessante quanto Brunel (citando Reinach) scrive su questa punizione eterna: "La tradizione lo (Sisifo) situa di buon grado nella città di Corinto. Orazio nel verso citato, associa il suo nome al bronzo di Corinto. Stazio nella Tebaide designa i porti di Corinto con l'espressione "Sisyphii portus". Nel VII libro della Geografia, Strabone descrive la collocazione di Corinto, la celebre città in cui un tempo regnava Sisifo: sulla rocca scoscesa dell'Acropoli individua la fonte Pirene, e un po' più sotto le imponenti rovine di un tempio o di un palazzo, cui come Diodoro Siculo, dà il nome di Sisypheion. Efira è un nome antico di Corinto, e la tradizione omerica è quindi facilmente conciliabile con ragguagli più tardi. Si può anche pensare che fosse il nome della parte più antica di questa Acricorinto fondata da Sisifo. Bisognerebbe anzi dire costruita. Perchè è qui che il dato onomastico (l'astuzia) viene a conciliarsi col dato toponomastico. Ancora oggi il turista resta sbalordito dai ciclopici blocchi di marmo che formano le rovine dell'antica Corinto e in particolare del Sisypheion. Come fa notare Salomon "in tutti i luoghi in cui si trovano grandi monumenti di data sconosciuta, ma certamente antichissimi, la leggenda se ne impadronisce ed attribuisce la loro costruzione sia a dei giganti, sia a uomini dotati di un potere magico, o di un'intelligenza superiore". Sisifo sarebbe stato uno degli abili costruttori ammirati dalla posterità. E' per questo che secondo Salomon Reinach, sarebbe stato raffigurato in atto di far rotolare una pietra enorme fino alla cima di una montagna, che sarebbe stato l'Acricorinto".
Se tutte le fonti letterarie concordano sulla punizione eterna di Sisifo, sono invece varie le colpe attribuite dai poeti al dannato. Secondo Teognide fu punito perché aveva ingannato la regina degli Inferi per poter tornare tra i vivi; secondo altri (Mitografo vaticano I e Apollodoro) invece fu punito per aver rivelato ad Asopo dove Zeus nascondeva Egina; infine secondo Igino fu punito per aver ucciso il fratello Salmoneo. Il mito è stato variamente interpretato: secondo Fedro le fatiche di Sisifo sono equiparabili alle miserie umane, entrambe infatti sono senza fine. Secondo Lucrezio e secondo il Mitografo vaticano II il mito va interpretato invece come una ricerca faticosa del potere che non si ottiene mai completamente e quando lo si raggiunge, in breve lo si perde.
numero: Sis | riferimento: IV, 460 |
Temi caratterizzanti il mito denominazione | riferimento | Le miserie umane sono senza fine | Sisfc09 | Ricerca del potere | Sisfc08; Sisfm01 | Difendere la vita con grandi sforzi | Sisfm04 | Lussuria | Sisfr01 |
Personaggi presenti sia nelle Metamorfosi che in altre fonti testuali
Personaggi presenti in altre fonti, ma ASSENTI nelle Metamorfosi denominazione | riferimento (sigla) | Giove | Sisfc05; Sisfc11; Sisfc12; Sisfm01 <o:p></o:p> | Egina | Sisfc05; Sisfc11; Sisfc12; Sisfm01 <o:p></o:p> | ospiti | Sisfm03; Sisfr01 | il figlio di Crono | Sisfc02 | Persefone | Sisfc03 | Asopo | Sisfc05; Sisfc11; Sisfc12 | Apollo | Sisfc10 | Salmoneo | Sisfc10 | Tiro | Sisfc10 |
Attributi presenti sia nelle Metamorfosi che in altre fonti testuali denominazione | riferimento (sigla) | masso che rotola (Sisifo) | Sisfc01; Sisfc05; Sisfc06; Sisfc08; Sisfc09; Sisfc10; Sisfm01; Sisfm04; Sisfr01; Sisfr02; Sisfr03 |
Attributi presenti in altre fonti, ma ASSENTI nelle Metamorfosi denominazione | riferimento (sigla) | enorme masso (Sisifo) | Sisfc01; Sisfc07; Sisfm03 | assassino (Sisifo) | Sisfm03; Sisfr01 | masso trasportato sulle spalle (Sisifo) | Sisfr02 | sudore (Sisifo) | Sisfc01 | polvere attorno al capo (Sisifo) | Sisfc01 | re (Sisifo) | Sisfc02 | astuto (Sisifo) | Sisfc02; Sisfc03 | morto due volte (Sisifo) | Sisfc02 | tornato in vita (Sisifo) | Sisfc02; Sisfc03; Sisfc04 | fondatore di Corinto (Sisifo) | Sisfc05 |
Contesti ambientali presenti sia nelle Metamorfosi che in altre fonti testuali denominazione | riferimento (sigla) | Ade | Sisfc01; Sisfc02; Sisfc03; Sisfc04; Sisfc05; Sisfm01 |
Contesti ambientali presenti in altre fonti, ma ASSENTI nelle Metamorfosi denominazione | riferimento (sigla) | fonte sull'Acricorinto | Sisfc11 |
Bibliografia:
Brunel P., Sisifo, in Dizionario dei miti letterari, Bompiani, Milano 1995, pp. 557-567
Tiziana Villani |